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Il percorso storico nato per gli Agenti e le famiglie con lo scopo di far conoscere la storia del vecchio carcere torinese, è diventato un modo di insegnare i valori istituzionali e morali ai giovani
    
    
Gli Agenti di Polizia Penitenziaria del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti, che ha sede presso l’ex- Casa circondariale “Le Nuove” di Torino, negli ultimi sei anni hanno visto tanti studenti visitare la mostra allestita nell’ex carcere, i cubicoli e le celle dei condannati a morte. La loro curiosità iniziale ha ceduto subito il posto all’interesse storico e culturale verso questo carcere, entrato in funzione nel 1869-70. A seguito dell’interesse che le visite hanno suscitato, il Comitato “Nessun uomo è un’isola”, sorto a Torino nel 2001 (vedi “Le Due Città” marzo 2003) ha programmato con il direttore del carcere “Le Vallette”, Pietro Buffa, il progetto storico “Dalle Vallette alle Nuove”, che si pone l’obiettivo di far conoscere la storia del vecchio carcere torinese ai familiari del personale del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti, oltre che agli studenti che partecipano alle visite didattiche.
Questa operazione ha contribuito a diffondere, tra i giovani visitatori, un’immagine positiva dei valori istituzionali rappresentati dalla Polizia Penitenziaria, nonché di rivisitare il passato e di sviluppare meglio l’identità pubblica e il senso di appartenenza al Corpo. In questa ottica sono state ricordate le vittime cadute per motivi di servizio: Simula Costantino, ucciso durante il biennio rosso a Torino il 22-9-1920, Catalano Quirino, ucciso il 10-5-1947; Cutugno Lorenzo l’11-4-1978 e Lorusso Giuseppe il 19-1-1979, ambedue assassinati dai terroristi; le due vigilatrici Casazza Maria Grazia e Sisca Rosetta, che persero la vita per salvare le detenute intrappolate nel tragico incendio de “Le Vallette” del 3 giugno 1989; l’agente Montalto Giuseppe che, dopo aver lavorato nelle carceri torinesi, viene barbaramente colpito a morte a Trapani il 23 dicembre 1995 dalla mafia.
Due manifestazioni sono state recentemente realizzate: una è stata dedicata agli eventi della Prima Guerra mondiale, per ricordare come i valori che sottendono le relazioni fra detenuti ed Agenti scaturiscono anche da questa immane tragedia della storia del Novecento, che vede tanti soldati disertori reclusi nel carcere di Torino, le cui scritte a matita sono tuttora leggibili sulle pareti dei cubicoli. La seconda è invece stata dedicata ad episodi più recenti: la commemorazione, svolta congiuntamente dalla Polizia Penitenziaria e dalla Polizia di Stato, dei due giovani Lanza Salvatore e Porceddu Salvatore caduti il 15 dicembre 1978 per difendere il carcere “Le Nuove” dall’esterno. Un’altra iniziativa educativa è venuta da un Agente che ha chiesto di organizzare una visita guidata per la classe della figlia che frequenta le elementari. Presi gli accordi con le relative insegnanti di classe, si è convenuto di dare tre messaggi: la gioia di vivere, il piacere di essere liberi, il senso dell’autonomia.
Sono stati individuati tre luoghi simbolici: il cortile del famigerato Braccio tedesco; il corridoio dei cubicoli; la rotonda dove confluiscono tre bracci del carcere. Prima i ragazzi hanno esibito cerchi colorati e cerchi in bianco e nero per portare l’attenzione sull’importanza della pace nella vita quotidiana; poi è stata letta la poesia che una donna ebrea, perseguitata sotto il regime nazifascista, aveva dedicato a suo nipote; successivamente è stata applicata la tecnica dell’immedesimazione che ha stimolato ogni ragazzo a raccontare ciò che stava provando nel corridoio dei cubicoli; infine un’animazione di scene che rappresentavano da un lato masse di gente passiva nel seguire la mentalità comune senza alcuno spirito critico, dall’altro individui che preferiscono ragionare in maniera autonoma.
Tale esperienza formativa è risultata molto significativa tanto da essere estesa alle Classi dei figli di altri Agenti e di privati cittadini che operano nelle istituzioni pubbliche sul territorio.
A tale scopo è stato prodotto, inoltre, un filmato sulla storia degli Agenti dalle origini al 1990. Nel 2002-03 un’interessante iniziativa è stata realizzata, grazie alla collaborazione del Sovrintendente Capo Salvatore Spatafora, con il metodo autobiografico, che è consistito nell’invito, rivolto ad agenti in pensione, a raccontare la loro esperienza professionale ai giovani studenti in visita nel vecchio carcere. Il bibliotecario Angelo Toppino ha allestito una piccola mostra sulla storia delle divise degli Agenti e sul loro sostegno morale ai detenuti politici rinchiusi a “Le Nuove” nel 1943-45.
Un senso delle suddette attività destinate alle famiglie degli Agenti è sottolineato dai versi dell’ex-comandante degli Agenti di Custodia, il maresciallo Carmelo Parente:

In questo secolare cortile,
sorge fredda una lapide
bagnata di lacrime e sangue,
con incisi i nomi di chi
fu immolato al servizio dell’Istituto.

Le loro anime, vagando nell’universo,
cercano ancora il perché.
E da lassù compiacenti osservano
le grandi conquiste
del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Il nostro pensiero
nel deporre la corona d’alloro,
va a tutti gli Agenti di Custodia
sacrificatisi in altri Istituti di Pena
ed iscritti nell’album degli eroi.

La lampada votiva
rischiara i sogni inquieti delle notti;
invita le nuove generazioni
a non lasciare che la polvere
del tempo tutto sommerga.

A cura del Comitato “Nessun uomo è un’isola” Ex-Carcere Giudiziario “Le Nuove”
Corso Vittorio Emanuele n. 127
10138 Torino
Per informazioni rivolgersi al tel/fax 011 3090115

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